Festa dell’Acqua: Utilitalia, ancora sulla proposta di legge per il settore del’Acqua


MAGGIO 2019


Sulla proposta di legge sull'acqua pubblica "noi come sistema di imprese siamo piuttosto critici perché rischia veramente di determinare un arresto in un processo di riforma che negli ultimi 10 anni ha dato dei risultati importanti". Così Giovanni Valotti, presidente di Utilitalia (la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche italiane)  a margine del Festival dell'Acqua a Bressanone, commenta il ddl sull'acqua pubblica, cavallo di battaglia dei Cinque stelle. Secondo Valotti, non si tratta di "una posizione solo delle imprese; anche le Regioni, l'associazione dei Comuni e le organizzazioni sindacali si sono espresse nella stessa direzione. Il nostro auspicio quindi è che il parlamento riveda questa proposta di legge magari partendo dal fondo ovvero cosa serve al cittadino." (Fonte: Adnkronos)  

 

Da studi di REF Ricerche (Laboratorio SPL) emerge che “Il settore idrico è oggi in grado di esprimere quel salto di qualità che sino ad oggi è in parte mancato. La riduzione delle tariffe che molti territori sperimentano nel biennio 2018-2019 segnala che vi sono spazi per fare di più. La nuova pianificazione 2020-2023 deve essere l’occasione per accelerare: ci sarebbe spazio per investire almeno 3,7 miliardi in più e raggiungere gli 80 euro pro capite all’anno delle migliori esperienze europee.”(Contributo 117- Laboratorio SPL)

 

“Multi-utilities e in house industriale sono l’espressione più avanzata nella gestione dei servizi pubblici locali a rilevanza economica. Alcune proposte di legge sembrano prefigurare una preferenza per il ritorno alle gestioni dirette e non integrate. Rinunciare alle dimensioni e alla diversificazione equivale a rinunciare agli investimenti e alle economie di scala e di scopo, con un conseguente aumento di costi e tariffe” (Laboratorio SPL contributo 112) e che “La proposta di legge A.C.52 chiede di tornare alle gestioni dirette dei Comuni. Così era negli anni ’80. Una proposta che nega l’Industria nei servizi pubblici locali. Dove persistono le gestioni dirette degli enti locali la qualità del servizio è peggiore, mancano le reti fognarie e i depuratori e le acque di balneazione sono fortemente inquinate. L’esperienza di ABC Napoli testimonia tutta l’inadeguatezza degli enti strumentali a governare la complessità di un servizio industriale.” (Laboratorio SPL contributo 110)


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